Regione del Veneto

CUG - Compiti e attività


Il Comitato, ai sensi delle "Linee guida sulle modalità di funzionamento dei "Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni"  del 04.03.2011 e della Direttiva n. 2/2019 emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha compiti propositivi, consultivi e di verifica, all'interno della Pubblica Amministrazione assicurando ai lavoratori e alle lavoratrici il rispetto dei principi di pari opportunità, di benessere organizzativo e l'opposizione a qualsiasi forma di discriminazione e di violenza.
 
Con l'introduzione del Comitato Unico di Garanzia si intendono quindi raggiungere più obiettivi:
  • Assicurare nell'ambito del lavoro pubblico non solo parità e pari opportunità di genere, ma rafforzare la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici garantendo l'assenza di qualunque forma di violenza sessuale, morale o psicologica e di discriminazione, in linea con le indicazioni della Unione Europea;
  • Aumentare l'efficacia dell'azione con un organismo che, pur ponendosi come logica prosecuzione dei Comitati per le pari opportunità e dei Comitati per il contrasto del fenomeno del mobbing, ne rappresenta una chiara evoluzione;
  • Razionalizzare e rendere efficiente ed efficace l'organizzazione dell'amministrazione pubblica anche in materia di pari opportunità, contrasto alle discriminazioni e benessere dei lavoratori.
 
Come prevede il Regolamento di disciplina dell'attività del Comitato Unico di Garanzia all'art. 3 comma 7 il "CUG" redige e trasmette, ai vertici politici ed amministrativi, entro 30 marzo di ogni anno, una relazione dettagliata sulla situazione del personale, riferita all'anno precedente, riguardante l'attuazione dei principi di parità, di pari opportunità, di benessere organizzativo, contrasto alle discriminazioni ed alle molestie sessuali, morali e psicologiche nei luoghi di lavoro.
 

I Piani di Azioni Positive (PAP)
Si inseriscono nell'ambito delle iniziative promosse dall'Amministrazione Comunale per dare attuazione agli obiettivi di pari opportunità cosi come prescritto dal decreto legislativo 196 del 2000. L'articolo 7 comma 5 del decreto legislativo 196 dispone, infatti, che le Pubbliche Amministrazioni adottino obbligatoriamente Piani di Azioni Positive tendenti ad assicurare, nel loro ambito, la rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra donne e uomini. A seguito dell'istituzione dei Comitati Unici di Garanzia il compito di redigere tali Piani spetta ai C.U.G. (compiti propositivi).
 
Le azioni positive contenute nei Piani di Azioni Positive sono misure temporanee speciali che, in deroga al principio di uguaglianza formale, mirano a rimuovere gli ostacoli alla piena ed effettiva parità di opportunità tra donne e uomini. Sono misure "speciali", in quanto non generali ma specifiche e ben definite, che intervengono in un determinato contesto per eliminare ogni forma di discriminazione, sia diretta che indiretta e "temporanee", in quanto necessarie fintanto si rilevi una disparità di trattamento tra donne e uomini.
 
Le azioni positive hanno la finalità di eliminare le disparità di fatto di cui le donne sono oggetto nella vita lavorativa e favorire il loro inserimento nel mercato del lavoro: questa è la definizione che il diritto della Comunità Europea e la Corte di Giustizia CE hanno nel tempo sostanzialmente mantenuto valida per introdurre nei corpi normativi dei singoli Paesi tale strumento di attuazione delle politiche di pari opportunità.
 
Le azioni positive, introdotte nel nostro ordinamento con la Legge 125 del 1991, ottengono un definitivo riconoscimento nel Codice delle Pari Opporunità (D.Lgs. n. 198 del 2006 art. 1), così come riscritto dall'art. 1 del D.Lgs. n. 5 del 2010 che espressamente chiarisce: "Il principio della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedono vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato" (comma 3). La normativa italiana ha diversificato i modelli di azioni positive a seconda che si tratti di realizzarle nel settore privato, ovvero nella Pubblica Amministrazione.
 
Nel settore pubblico il legislatore ha scelto di adottare il modello obbligatorio: le Pubbliche Amministrazioni devono redigere un piano triennale di azioni positive per la realizzazione delle pari opportunità, ai sensi dell'art. 48 del Decreto legislativo n. 198 del 2006:
  • devono riservare alle donne almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso;
  • devono adottare propri atti regolamentari per assicurare pari opportunità fra donne e uomini sul lavoro;
  • devono garantire la partecipazione delle proprie dipendenti ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale, in rapporto proporzionale alla loro presenza nella singola amministrazione, adottando tutte le misure organizzative atte a facilitarne la partecipazione e consentendo la conciliazione fra vita professionale e vita familiare;
  • devono adottare tutte le misure per attuare le direttive della Unione europea in materia di pari opportunità (art. 57 decreto legislativo n. 165 del 2001).
 
L'origine delle azioni positive si rintraccia nella legislazione degli Stati Uniti (Equal Pay Act, legge di parità salariale, del 1963; Civil Rights Act, legge per i diritti civili, del 1964), che le ha introdotte e sperimentate inizialmente in relazione al contrasto delle discriminazioni fondante sulla razza, allargandone poi il campo d'azione a quelle legate alla confessione religiosa, all'origine nazionale e soprattutto al sesso per tutto ciò che attiene ai rapporti di lavoro. Le affirmative actions, questa è la denominazione delle azioni positive nel lessico d'oltreoceano, hanno rappresentato un caposaldo delle politiche di pari opportunità, uno strumento essenziale di realizzazione dell'eguaglianza sostanziale.
 
NORMATIVA
 
Fonti normative
  1. Costituzione della Repubblica Italiana – artt. 3,4,35,36,37,97 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione
  2. Legge 20 maggio 1970, n. 300, recante “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento” https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1970-05-27&atto.codiceRedazionale=070U0300&elenco30giorni=false
  3. Legge 9 dicembre 1977, n. 903, recante “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1977/12/17/077U0903/sg
  4. Decreto del Presidente della Repubblica del 23 agosto 1988, n. 395, recante la definizione, in sede di contrattazione di comparto, delle misure e dei meccanismi atti a consentire una reale parità uomo – donna nell’ambito del pubblico impiego https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1988/09/09/088G0459/sg
  5. Legge 10 aprile 1991, n. 125, recante “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro”  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1991/04/15/091G0161/sg
  6. Decreto Legislativo 8 marzo 2000, n. 53, recante “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento di tempi della città” https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-03-13&atto.codiceRedazionale=000G0092&elenco30giorni=false
  7. Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità” a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/04/26/001G0200/sg
  8. Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del laoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni” e successive modificazioni e integrazioni https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/05/09/001G0219/sg
  9. Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 215, recante “Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/08/12/003G0239/sg
  10. Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216, recante “Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/08/13/003G0240/sg
  11. Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna” a norma dell’art. 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246 https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/pariOpportunita
  12. Direttiva Parlamento Europeo e del Consiglio 5 luglio 2006, n. 2006/54/CE riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. https://eur-lex.europa.eu/legalcontent/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006L0054&from=EN
  13. Direttiva 23 maggio 2007 recante “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2007/07/27/07A06830/sg
  14. Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e ss.mm.ii. recante disciplina in materia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/04/30/008G0104/sg
  15. Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106, recante disposizioni integrative e correttive in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro https://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2009-08-05&task=dettaglio&numgu=180&redaz=009G0119&tmstp=1249631781568
  16. Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni” https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2009-10-31&atto.codiceRedazionale=009G0164
  17. Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5, recante “Attuazione della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego” https://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2010-02-05&task=dettaglio&numgu=29&redaz=010G0018&tmstp=1265639446052
  18. Legge 4 novembre 2010, n. 183, recante “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/11/09/010G0209/sg
  19. Circolare 18 novembre 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali recante l’approvazione delle indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato di cui all’art. 28, comma 1 bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2010/LC-18novembre2010.pdf
  20. Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2011 recante “Linee guida sulle modalità di funzionamento dei Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” art. 21, legge 4 novembre 2010, n. 183)  http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/23233.pdf
  21. Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119, recante “Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183” https://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2011-07-27&task=dettaglio&numgu=173&redaz=011G0162&tmstp=1313483160771
  22. Legge 23 novembre 2012, n. 215, recante “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni” https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/12/11/012G0237/sg
  23. Decreto Legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito nella legge 15 ottobre 2013 n. 119 che ha introdotto disposizioni urgenti finalizzate a contrastare il fenomeno della violenza di genere. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/08/16/13G00141/sg
  24. Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020, approvato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 23 novembre 2017 http://www.pariopportunita.gov.it/wp-content/uploads/2018/03/testo-piano-diramato-conferenza.pdf
  25. Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80,  recante “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro” in attuazione dell’art. 1. Commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/06/24/15G00094/sg#:~:text=Allo%20scopo%20di%20garantire%20adeguato,del%20Presidente%20del%20Consiglio%20dei
  26. Legge 7 agosto 2015, n. 124, recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” e in particolare l’art. 14. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/08/13/15G00138/sg
  27. Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° giugno 2017, n. 3, recante “Indirizzi per l’attuazione dei commi 1 e 2 dell’art. 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e linee guida contenenti regole inerenti all’organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti”. http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/Direttiva_lavoro_agile.pdf
  28. Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 giugno 2019, n. 2, recante “Misure per promuovere le pari opportunità e rafforzare il ruolo dei Comitati Unici di Garanzia nelle amministrazioni pubbliche”. http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/Direttiva_n_2.pdf
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